Chi siamo

girasoleEsistono le multinazionali, siano esse del denaro, intente a farcelo mancare, della farmaceutica, intente a farci ammalare, delle armi, produttrici di guerre, delle sementi, fautrici di sterilità, di menzogna, si son comprate i media.Per renderle inoffensive c’è solo un modo: non comprare più da loro.
Autoproducendoci tutto.
Dobbiamo rimanere piccoli, ma diventare tantissimi.
Non ci vedranno, non capiranno.
Sono già morti.
Noi invece vogliamo la vita.
Una vita di fiori, di fatica felice, di comunità, di orti, di scienza applicata, di scambi locali, di qualità, di silenzi e di risate, di paese, di bellezza, di amore, di libri, di legno, di profumi, di musica, di rapporti, di vecchi e di bambini, di verdure e animaletti, di alberi, di invenzioni, di attrezzi e conserve, di piantine che germogliano, di calli, di freddo e di caldo, di acqua e camino, di vino, di piccoli progetti e grandi risa, di salute e abbracci.

Insomma, il piano è questo:
Da un lato produrremo cibo in quantità, ci autoprodurremo l’energia, organizzeremo comunità libere.
Il tutto gestito, insieme a ogni altra competenza, bisogno, lavoro, necessità, scambio, con un’economia basata su buoni di rete. Cioè crediti che ognuno può acquisire fornendo la sua opera,dal muratore al giardiniere, dal tenere i bambini all’accompagno, dalle lezioni di inglese al mettere le guaine sul tetto.
Per il quarto, e forse primo, bisogno, cioè il senso di comunità e di solidarietà, noi, oltre a divertirci, non lasceremo indietro nessuno.

Questo è sicuro. Questo è il nostro dovere.
Vogliamo questo e faremo questo.              Avete un’idea migliore?