Resilienza digitale

Resilienza Digitale censura e controllo delle multinazionali.

I Potenti nel mondo puntano a un sempre maggiore controllo di ciò che circola su internet e di come le persone possano accedere alla rete e ai suoi contenuti.

Questo controllo avviene attraverso varie forme di monitoraggio e di censura. Anche se la maggior parte di voi sarà a conoscenza di ciò che avviene in Cina o in Iran (tanto per citare due esempi), forse molti si stupirebbero di sapere che negli Stati Uniti il governo monitora costantemente le relazioni tra le persone attraverso una sorveglianza diretta ed estesa dei social network, o che molti paesi dell’Unione Europea esigono che i provider (sempre compiacenti) registrino i dati di connessione dei propri cittadini per anni e monitorino il traffico degli utenti per troncare la loro connessione non appena questi usano programmi di file-sharing o si collegano a determinati siti.
Alcuni paesi (ad esempio l’Egitto durante le mobilitazioni di Piazza Tahrir del 2011) addirittura hanno impedito l’accesso delle persone nel loro territorio a tecnologie di comunicazione come Skype.
In questo senso la VPN – rete privata virtuale- di resilienze può rappresentare un’ottima soluzione per chi senta la necessità – per il territorio in cui vive e milita, o per la particolare situazione che vi si è venuta a creare – di un canale di comunicazione verso internet crittato, sicuro, protetto dagli occhi e dalle orecchie indiscrete di governi, provider e in generale organismi di controllo e repressione. La VPN di resilienze mira a:
* proteggervi dal controllo del vostro traffico da parte dei provider (ISP): le informazioni che essi registreranno non saranno loro di alcuna utilità per monitorare il vostro traffico internet e il suo contenuto, e tali informazioni non potranno essere
usate contro di voi o per trasformarvi in un piacevole osso da spolpare per il marketing di questa o quella corporation.
* ovviare alla censura di stato: se il vostro traffico non può essere monitorato, non può essere nemmeno “selezionato” o “censurato” da governi e provider. L’unica cosa che il governo potrà sapere con un attento studio del vostro traffico internet è che state usando una VPN e questo di per sé potrebbe essere illegale in alcuni stati.
* raggiungere internet attraverso un canale crittato.
* accedere a servizi vietati nel vostro paese: dato che la VPN di resilienze vi permette di accedere ad Internet uscendo da un canale privato che vi collega con i nostri server, potrete accedere a servizi vietati nel posto in cui vivete, ma permesso nei luoghi in cui risiede il nostro server (ad es: skype in alcuni paesi).
* scavalcare le barriere del vostro ufficio: se i server del vostro ufficio non vi consentono di accedere ai vostri canali di comunicazione militanti, potrete usare la VPN di
resilienze per collegarvi ad essi ovunque siate.
* rendere più sicuro il vostro traffico su reti Wi-Fi non protette: ogni volta che usate un punto di accesso wireless libero e non protetto vi esponete al rischio che le altre persone sulla medesima rete monitorino il vostro traffico e possano intercettarlo, ma l’uso delle VPN di resilienze vi consente di evitare questa forma un po’ pelosa di curiosità altrui.

Da un punto di vista tecnico le VPN non sono la panacea a tutti i mali di internet: anche se state usando la VPN di resilienze dovreste utilizzare connessioni via SSL / TLS (https per la navigazione via web, pop-ssl/imaps/smtp-tls per la posta, ecc.); una volta che il vostro traffico lascia i server di resilienze esso si riversa in chiaro sulla Internet pubblica (l’unica cosa che la VPN fa è offuscarne l’origine). Inoltre, la nostra infrastruttura non vi aiuterà se il vostro PC è già stato compromesso da virus, spyware o dalle forze dell’ordine. Infine considerate che la creazione e il transito attraverso un canale sicuro verso internet rallenterà la vostra velocità di connessione sensibilmente, una cosa totalmente ininfluente se il vostro obiettivo è comunicare in maniera sicura.
Sapere è potere e se sanno tutto, possono tutto.