Il sistema dei crediti

Il sistema dei crediti.

Bisogna specificare alcuni concetti.
Dopo averne parlato molto magari ci viene in mente che tutti li abbiano capiti perfettamente, li abbiano metabolizzati, invece magari non è così.

I problemi che vogliamo andare a risolvere con l’emissione di una moneta nostra, che abbiamo chiamato crediti, sono principalmente due.

1) Ovviare alla carenza di liquidità indotta dal fatto che l’Euro è prodotto all’estero e non ce n’è sufficiente disponibilità, e questo fa si che molti non riescano a “scambiare” ricchezza. Cioè ad addurre le proprie eccedenze, in cambio di quel che serve loro.
2) Una moneta locale impedisca la fuga di ricchezza verso l’esterno del territorio. In questo senso la produzione prima orticola, poi piano piano di tutto, fornirà il necessario e farà sì che si possa comprare tutto all’interno del territorio. È comunque chiaro che a parità di qualità e di offerta gli abitanti di un territorio preferiranno servirsi da chi accetta i crediti rispetto a chi vuole solo €uro, essendo la disponibilità di questo ultimi limitata.

Bene.

Non vogliamo certo ricreare un sistema monetizzato simile a quello vigente di cui vogliamo liberarci, ma le regole base della circolazione della moneta sono valide anche per noi.
Ricordate, tutte le conferenze di Macroeconomia citavano due fattori di controllo per la moneta: l’emissione, assimilato all’acceleratore di un go-kart, e le tasse, paragonabili al freno.
Bene. Noi abbiamo l’acceleratore, ma non i freni. Il rischi inflattivo è serissimo.

Specifichiamo:
Inflazione è quando, nel caso nostro, molti hanno i crediti sul conto cyclos, ma hanno difficoltà a spenderli, a trovare come impiegarli: ci sono più crediti che beni offerti, contro-crediti.
Deflazione sarebbe quando ci fosse molta merce, frutta, verdura, servizi e pochi crediti circolanti per acquisirla.
Sono entrambi frutto di errori progettuali e attuativi.

A queste due componenti dobbiamo far caso e prestare attenzione anche noi.

Le fondamentali differenze invece, con l’economia globale sono le seguenti:

  • L’emissione la decidiamo noi. Quanta e quando e a che finalità.
  • Non esiste il debito.
  • Non esistono interessi.

Analizziamo ora le problematiche che potrebbero insorgere nell’ampliamento della zona, come ora si prospetta concretarsi con un eventuale allargamento a Trevignano.
A parte le ovvie considerazioni già esposte per quanto riguarda gli spostamenti di merci, da evitare, ci sono problemi di controllo non facili da esaurire.
Nel nostro territorio stiamo già sperimentando una scarsa produzione di eccedenze, quindi di offerta di ricchezza reale. I crediti quindi languono nelle mani di chi li ha, che ha difficoltà a spenderli, a trasformarli in beni. Siamo quindi in inflazione. Quando mi sento dire quindi che abbiamo fatto male a sospendere l’erogazione di crediti fronte-permablitz deduco che alcuni non abbiano capito i meccanismi. Se avessimo continuato ad erogare 25 crediti per ognuno si presentasse a zappettare un posto la domenica. Magari in dieci, ci saremmo poi trovati con un bancale che non produce affatto 250 crediti di produzione orticola, senza contare il materiale e il grosso della fatica che è di gran lunga poi la manutenzione nell’anno del bancale, la raccolta, le piantine che occorrevano, la costruzione del semenzaio che l’ha rifornito, ecc.ecc. Avremmo in pratica distribuito crediti farlocchi. Non “coperti”.

L’economia locale è necessario che resti locale, altrimenti decadono alcuni presupposti, soprattutto di autonomia. Ogni comunità deve decidere da sé, esser autonoma, sbagliare anche, e imparare.

Credo che ci possa essere una soluzione.

Noi di Resilienze forniamo una copia di Cyclos all’esperto di una comunità adiacente che vuole iniziare a emettere crediti, poi vanno avanti per conto loro. Oppure il nostro server apre una “Comunità Nuova” mettiamo Trevignano, che sarà perfettamente autonoma e le minime spese di gestione informatica verranno condivise.  Poi magari si allargherà a Manziana, Bracciano, ecc.ecc. I  crediti saranno emessi da Trevignano e non saranno validi a Zagarolo e viceversa.  Se una persona di Trevignano avrà una attività non legata al peso della merce e alla sua localizzazione, potrà sempre inscriversi  al Cyclos di Zagarolo e mettere annunci nel Cyclos di Zagarolo. I crediti così ricavati saranno validi a Zagarolo, ovviamente.

Potrebbe essere una soluzione.

4 thoughts on “Il sistema dei crediti”

  1. Sono d’accordo con l’analisi di Francesco. E anche con la possibile soluzione. Potremo fornire, tra poco, su S.O. Linux Rasbpian, una piattaforma Cyclos operativa, completa di pagine per l’accesso in visione ai contenuti degli annunci, anche senza iscrizione. Il supporto fisico sarà una micro SD, che verrà inserita in un micro server Raspberry pi 2. Questo permetterebbe alle comunità locali di iniziare con circa di 50 Euro di hardware e una connessione a internet con IP statico.

  2. Ancora sui crediti.
    Riprendendo la vecchia regola che vigeva per chi generava moneta, del rispetto della parità tra la moneta emessa e le riserve auree ( in quanto la moneta senza controvalore è carta straccia) è allora evidente che i crediti emessi potranno essere solo quelli scambiabili con riserve/produzioni agricole.
    Dunque il credito “generato” dal sistema per il lavoro su un dato orto sarà proporzionale alla produzione stimata dell’orto stesso.
    Nel caso in cui la produzione fosse inferiore alle aspettative, sarà necessario “svalutare” i crediti locali, mantenendo invariate le proporzioni tra gli stessi, e questo ancor di più conferma l’importanza della validità “locale” dei crediti.
    Infatti nel caso in cui a Trevignano ci fosse un surplus di produzione, sarebbe allora necessario istituire una sorta di “cambio” tra il reale valore dei crediti,ma questo complicherebbe le cose.
    Rimane il problema che generando pochi crediti dall’attività agricola siamo “poveri”, e dunque non possiamo accedere a beni e servizi offerti sul mercato interno di cyclos.
    E’ questo il punto sul quale trovare una soluzione, cioè come guadagnare crediti emessi dal sistema centrale che non siano direttamente connessi all’attività agricola ma anche ad altre attività o alla cessione di beni alla comunità.
    Sarebbe una distorsione del sistema o una opportunità?

  3. Non è necessario che all’emissione di moneta ci sia un corrispettivo in oro, o melanzane, da qualche parte. Se ci fossero decine di persone che si iscrivono a Cyclos e volessero scambiare crediti, bisognerebbe crearli, se no questa carenza genererebbe deflazione, cioè l’impossibilitò di scambiarsi crediti che non ci sono. A occhio, in una prima fase, se ci fossero iscritte 20 persone, essendo cento o duecento crediti a persona una logica riserva per potere pensare di usarli, dai duemila ai quattromila crediti circolanti, e quind iscritti a “meno” sul server, potrebbero andare bene. Se con quella cifra si gestissero mille utenti, ognuno avrebbe in media 2 crediti da spendere e ovviamente il “giro” ne sarebbe strozzato. Sicuramente dobbiamo produrre di più. Sia produzione orticola, che piantine, che altro, altrimenti a fronte del possesso dei crediti, è difficile, per i possessori dei medesimi accedere a ricchezza reale. Qualcosa stiam facendo, ma molto poco. Ora, l’implementazione anche grafica, e l’elenco, direttamente su sito degli annunci in sola lettura, ante login, ci permetterà di pubblicizzare fortemente l’economia locale non solo inerente la produzione orticola, ma di tutto, tenendo ben presente che per economia locale si intende la possibilità di offrire le proprie competenze in tutto ciò che si sa o che si vorrebbe fare, o in ciò che si ha e non ci serve più,ecc.ecc. Ora ad opera di Dario Pulcini sta nascendo anche il DECS – Distretto di Economia e Cultura Solidale dei Monti Prenestini. L’impulso sarà forte. Riunione DECS il 13 alle 18 a Colle Villa (casa mia)

  4. Cyclos permette di avere anche i freni, mettendo “tasse” mensili o sulle transazioni.
    Dobbiamo capire di quanto circolante sia necessario ad iscritto e come dare fiducia al sistema per permettere la circolazione dei crediti.
    Se non circolano i crediti non possiamo sapere se c’è bisogno di un intervento di bilanciamento inserendo “tasse”.

    Considerazioni:

    *Visto il rapporto è 1:1 con l’€ abbiamo oggi pochi crediti che circolano visto gli iscritti, considerando che alcuni li hanno usato tutti e hanno introdotto maggiore ricchezza “serra; cultura; pubbliche relazioni” di quanto retribuito.
    * Oggi abbiamo chi ha accumulato 300 crediti.

    Quindi la situazione è che ci sono persone che non hanno crediti e vorrebbero spenderli ed altre che invece ne hanno.
    Ma la domanda è: c’è rischio inflazione?

    Chi nel 2015 ha partecipato a 10 permablitz avrà 250 crediti, tra acquisto prodotti agricoli “piantine-ortaggi” e servizi può spenderli tranquillamente in questa primavera, il rischio inflazione oggi non c’è.

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